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“Isolare un tetto correttamente è FONDAMENTALE per il tuo portafogli”. Non solo belle parole:ecco un esempio nella vita reale.

30/01/2019News0

 

Se la tua casa non è ristrutturata (o se lo è senza le giuste tecniche) avrai sicuramente notato che fatichi a raggiungere e mantenere la temperatura impostata, i tuoi impianti sono costantemente a pieno regime e non hai il comfort necessario per poter definire la tua abitazione “casa tua”. Con questo articolo voglio farti notare con un esempio pratico perché ti conviene assolutamente rivolgerti ad una ditta specializzata e non alla prima che trovi o alla più economica se devi ristrutturare casa.

Puoi trovare anche un post dedicato sulla nostra pagina Instagram e un video sul nostro canale Youtube Ristrutturazione Sicura

a questo link  https://www.youtube.com/channel/UC9eW13hDlWRIJYbUwwN2kJA/videos

Ma ecco l’esempio pratico

Abbiamo queste 2 villette entrambe con tetto ristrutturato.

Ad un primo colpo d’occhio non noterai grandi differenze, ma se guardi bene vedrai che la neve sui due tetti è presente in quantità differenti.

Perché questo?

Le villette sono affiancate e la foto non è stata montata, quindi la quantità di neve caduta su entrambe è identica.

Allora qual è il punto?

In quella di sinistra il tetto non è stato rifatto a regola d’arte e abbiamo una grande dispersione di calore verso l’alto. 

Pensa che un isolamento mal eseguito, comporta una riduzione delle sue capacità isolanti di circa il 500% sei i suoi componenti hanno una fessura tra loro anche di un solo millimetro. Questa enorme dispersione comporta un lavoro maggiore degli impianti per mantenere la temperatura da te impostata per il tuo comfort, un maggior consumo di energia e una inevitabile ricaduta negativa sul tuo portafogli. 

Adesso puoi capire perché la neve sul tetto di sinistra è quasi completamente sciolta. L’unico punto in cui è rimasta intatta è sul porticato all’ingresso, essendo esso un ambiente esterno senza produzione di calore. 

La villetta di destra invece è stata sistemata a regola d’arte, non ha dispersioni e fuoriuscite di calore sufficienti per far sciogliere la neve, sia sopra al porticato d’ingresso che sopra agli ambienti chiusi interni e i suoi impianti consumano molta meno energia, facendo risparmiare sulle bollette il proprietario.

Con questa foto ti ho trasportato alla vita reale l’importanza della riqualificazione energetica (eseguita a regola d’arte) e come puoi andare a risparmiare sulle tue future bollette rivolgendoti ad una ditta specializzata come siamo noi di Ristrutturaione Sicura, anzichè ad una ditta qualsiasi.

MAI PIU’ MACCHIE DI UMIDITA’ !

07/11/2018News0

Il classico errore che la maggior parte delle persone commette durante i lavori riqualificando energeticamente la propria casa e si trascina, negli anni, dopo la fine dei lavori . 

 

Come hai capito dai miei articoli precedenti e seguendo le pagine Facebook e Instagram di Ristrutturazione Sicura, ristrutturare casa può essere facile solo se ti rivolgi alla ditta con le giuste competenze che può accompagnarti durante tutto questo percorso, togliendoti ogni tipo di peso a te superfluo. Hai visto che la nostra specializzazione è la riqualificazione energetica e sto per parlarti, a tal proposito, di un suo aspetto che non devi trascurare per non ritrovarti, dopo breve tempo dalla fine dei lavori, ad avere macchie di umidità negli angoli delle stanze.

La riqualificazione energetica, ad oggi, è un ramo delle ristrutturazioni in cui vale assolutamente la pena che tu ti affacci dal momento in cui decidi di sistemare casa tua.

Questo però, non significa posare metri quadrati di isolante interno, arrivederci e grazie.

Innanzitutto ci sono vari tipi di isolanti per tutte le esigenze e, a dirla tutta, anche per tutte le tasche. Ognuno ha la sua corretta tecnica di posa che ti consente di sfruttarne i benefici a pieno in modo che tu possa avere la temperatura giusta spendendo davvero poco in luce e gas per mantenerla costante.

Devi sapere, però, che una volta isolata a regola d’arte dall’interno, la tua abitazione è diventata un involucro, come dire… piuttosto sigillato. E qua ci scontriamo con una compagna scomoda: l’umidità.

L’umidità è la principale causa di problemi in un’abitazione (circa il 25% di essi è causato proprio da essa, nelle sue diverse forme). In riferimento alla tua abitazione ben coibentata, devi tenere presente che in casa tua hai varie sorgenti che possono creare umidità interna, come ad esempio, attività culinarie, utilizzo del bagno con tutti i suoi servizi ed addirittura la presenza stessa delle persone.

Immagina tante piccole goccioline d’acqua che partono da queste fonti e si diffondono nell’ambiente. Quando arrivano al tuo involucro ben sigillato si scontrano con una barriera poco (o per niente) traspirante e non riescono ad uscire verso l’esterno. Continueranno così ad accumularsi fino a formare una macchia in un angolo (di solito in alto) della tua stanza,

 

come puoi vedere in questa immagine.

ma allora che senso ha isolare la mia casa? Risparmio in bollette, ho la temperatura giusta durante tutto l’anno ma devo per forza convivere con una macchia come quella??

Assolutamente no! Le macchie come quella si creano solo se non mantieni un corretto comportamento all’ interno della tua casa riqualificata e, soprattutto, se la ditta che ha fatto i lavori non era competente in materia e non conosceva i “trucchi” per ridurre l’umidità interna.

Allora ti chiederai sicuramente:

Quali sono i comportamenti corretti che devo tenere?

Tutti quelli che riducono al minimo le famose sorgenti di umidità. Quindi, riallacciandoci al discorso di prima, ad esempio, attività culinarie, utilizzo del bagno e soprattutto (cosa che mi fa mettere le mani nei capelli quando la vedo) non lasciar mai asciugare i vestititi lavati in un ambiente interno! Ovviamente non sei costretto per l’eternità a mangiare al ristorante e a fare la doccia, la sera, in un bed & breakfast. Puoi fare tutto comodamente a casa tua col piccolo accorgimento di mantenere gli ambienti ben areati.

E qua si arriva alla seconda domanda :

quali sono i trucchi che la mia ditta deve sapere?

Ci sono diversi sistemi, naturali e forzati, per il ricircolo dell’aria e la riduzione dell’umidità interna. Se la ditta a cui ti sei affidata conosce bene il tipo di isolamento che ti installa e il modo per ridurre umidità, puoi stare tranquillo che l’unica macchia nera che vedrai d’ora in poi sarà quella nella foto di questo articolo.

 

Se devi ristrutturare casa, contattaci ai numeri : 345-5082004 oppure 3492150773 e richiedici uno studio per sapere come migliorare Energeticamente la tua futura abitazione.  Ci incontreremo proprio nell’abitazione in questione e ti daremo le prime informazioni che ti servono per risolvere il problema “isolamento performante/umidità interna” e non farti avere antiestetiche e malsane macchie negli angoli delle tue stanze.

“Muratura VS cartongesso: quale devo scegliere se voglio dividere due ambienti?”

26/10/2018News0

Le volte in cui ho ricevuto questa domanda sono state innumerevoli…

voglio creare una parete per dividere due ambienti: è meglio una muratura o un cartongesso?

Ed eccoci al dunque.

La scelta di una soluzione non sottintende che l’altra sia peggiore. Dipende dal caso in questione. A volte è preferibile utilizzare un cartongesso mentre altre volte una muratura. E con preferibile intendo vari fattori che ora ti spiegherò.

Il cartongesso è molto versatile. Con una discreta facilità (non di montaggio ma strutturale) puoi ottenere le forme più svariate. Si parla di archi, aperture, velette su cui mettere le più diverse fonti di illuminazione, sporgenze e rientranze. La leggerezza dei materiali non comporta uno studio dei pesi e della loro distribuzione come per le opere realizzate in laterizio o in calcestruzzo.

Si fissa la struttura metallica alla muratura perimetrale, si posa l’eventuale isolamento previsto, al metallo si ancora la lastra, ovvero la parte che tu vedrai nel risultato finale, poi si procede con la rasatura dei giunti e delle viti e con la coloritura.

Ti mostro qualche foto di un cantiere che abbiamo attualmente (al momento della scrittura di questo articolo) in opera a Genova, in via XX Settembre.

la parte che vedi in blu è una sporgenza in cartongesso con la predisposizione per i faretti e per le  “linee di luce” ovvero la cosiddetta illuminazione indiretta, che funge da elemento decorativo per una cucina.

Subito sotto, dove ci sono le due scatole della luce, c’è la nicchia per la tv e ancora più sotto, alla base, abbiamo creato una panca che ha sia funzione estetica e pratica che il ruolo di nascondere il tubo d’aspirazione della cappa, che non rientrava in quel punto nel pavimento per un problema di poco spessore dei massetti esistenti.

oppure, ancora,

queste cabine armadio gemelle, con tutte le nicchie portaoggetti e il vano per futura porta scorrevole. Nell’inquadratura rientra solo una delle due, ma la seconda, di cui si vede solo una piccola parte in primo piano a sinistra, è del tutto uguale alla prima.

Come vedi si possono ottenere diverse forme, in questo caso tutte con linea generale squadrata.

Un’altra situazione in cui è preferibile utilizzare un cartongesso è quando si hanno problemi di spazi. Prendi, per esempio, la necessità di isolare un piccolo appartamento con un cappotto interno. Con una controparete in cartongesso e con un particolare isolante che noi utilizziamo in questi casi, con 7 cm di spessore hai risolto il problema. La stessa lavorazione in laterizio, invece, ne richiede circa 13. Nel primo caso, risparmi quindi una quantità di spazio che rimarrà tutta calpestabile ed a tua disposizione.

 “Bene! Non vedo motivi per creare la mia famosa parete divisoria in muratura. Con il cartongesso ho versatilità, velocità d’esecuzione, evito studi strutturali in caso di forme complesse e risparmio spazio. Dov’è la fregatura?”

 La “fregatura”, se così vogliamo chiamarla, è che con la scelta di un cartongesso devi prevedere fin da subito la disposizione degli arredi, dei pensili e di tutto quanto verrà appeso a quella parete. Questo perché, essendo piuttosto fragile, la lastra di cartongesso non sopporta un peso superiore a quello di un quadro, tanto per intenderci. Attenzione, con fragile non intendo che quando ti appoggi con una mano si sfonda e cadono detriti ovunque, stai tranquillo. Comunque, si deve prevedere tutto perché, prima del fissaggio della lastra, vanno posizionati appositi rinforzi in corrispondenza del pensile che vorrai attaccare.

E se tra pochi anni voglio cambiare arredi o voglio anche solo mettere una mensola in più?

Lo puoi fare. Ma la tua scelta, in quel caso, deve ricadere a monte sull’utilizzo della muratura. Così non devi prevedere niente. Ti basterà rimuovere il pensile attuale, stuccare i vecchi fori di fissaggio e appendere quello nuovo. Problema risolto.

Lo potresti fare anche se la tua impresa non ti ha consigliato bene inizialmente e avete installato un cartongesso. Sappi che devi smontare la parete

(auguri quando dovrai trovare tutte le viti da rimuovere, ovvero tutti i puntini neri che vedi adesso in foto, ma che poi non vedrai più perché verranno stuccati),

lavorare con estrema cautela per non rovinare la lastra se vuoi riutilizzarla (e non è detto che tu ci riesca, in questo caso ne serve una nuova), spostare i rinforzi nel punto in cui vuoi mettere i pensili nuovi e poi si ricomincia: chiudo, stucco e tinteggio.

Basta quindi una giusta progettazione iniziale per permetterti di soddisfare le tue esigenze lasciandoti più o meno libertà in futuro in base alle tue necessità.

Chiamaci ai numeri che trovi nella sezione contatti di questo sito o compila il form sulla home page se c’è qualcosa di questo articolo che non ti è chiaro o se devi intervenire nella tua abitazione. Ti risponderemo entro 24 ore.

“La tecnica corretta per salvare il tetto di casa tua (e la tua testa dato che non ci crollerà sopra)”

11/10/2018News0

Sono sempre stato impaziente di pubblicare questo articolo fin dal momento in cui ho scattato le foto che puoi trovare sulla nostra pagina Instagram Ristrutturazione Sicura

E cliccando sul link qua sotto che ti porterà invece alla nostra pagina Facebook

https://www.facebook.com/Ristrutturazione-Sicura-1751103438535880/?fref=ts

Te ne riporto comunque una per comodità.

Queste foto riportano un chiaro esempio di come farsi crollare in testa il tetto della propria abitazione, ovviamente nel lungo termine.

In edilizia, come sai, si ragiona sempre “negli anni” per valutare se un lavoro è stato fatto bene oppure no.

Inoltre, la mia impazienza nel pubblicare è dovuta anche al fatto che questo tetto era stato sistemato 4 anni prima del nostro intervento.

La legge ne prevede due di garanzia sulle ristrutturazioni, quindi, pur avendo fatto un’emerita porcheria, nel momento in cui il proprietario ha notato qualche problema, la ditta poteva comunque ritenersi sollevata da ogni responsabilità.

Così come le fondazioni sono i piedi della nostra abitazione e la parte che la sorreggono, il tetto è il cappello, ovvero quella che la protegge. Se il mio cappello presenta buchi e piove, non si scappa: mi bagno e mi ammalo.

Allo stesso modo, se le lastre di fibrocemento sono state fissate in modo superficiale e sono scivolate per gravità verso il basso, la struttura del tetto si inzupperà piano piano e diventerà debole fino ad essere instabile col passare degli anni se non si interviene. È proprio questa la fregatura.

Il danno vero e proprio si vede sempre col passare degli anni, quando ormai ripararlo diventa un’impresa abbastanza complicata. Ora non spaventarti, i campanelli d’allarme ci sono.

In questo caso si parla di un intonaco bagnato sul soffitto o lungo un muro sempre nella parte alta, di qualche alone o di uno stucco sollevato.

Però, dal momento in cui il cantiere è in opera, perché non finire il lavoro a regola d’arte? Il buon vecchio Egidio (il padre di Enrico, cofondatore di Ristrutturazione Sicura) diceva sempre “Quando sei in ballo, che tu balli bene o male il tempo che ci metti non cambia”. Ovviamente era il concetto che voleva trasmettermi, non di prendere le parole alla lettera.

È logico che un lavoro fatto bene richiederà un minimo di tempo in più. Però, alla fine, sarà appunto fatto bene e rimarrà lì fermo per tutta la vita.

Se guardi bene le foto, vedrai che nei famosi 4 anni dall’intervento precedente, le lastre ondulate di fibrocemento sono scese di circa 10 (in un caso 20!!) centimetri per parte.

Il colmo è la parte del tetto che riceve meno acqua ma non deve comunque presentare falle! Qua invece, sempre se strizzi un po’ gli occhi, vedrai che le tavole di legno sottostanti hanno aloni più scuri, perché stanno iniziando a deteriorarsi con la pioggia e sta iniziando il lento processo di cui ti ho parlato prima. Se poi ti va male, sotto al fibrocemento avrai uno strato di fibra di legno come isolante, ovviamente senza il telo impermeabile che funge da tenuta all’aria “perché tanto l’abbiamo già messo sotto”, e ti assicuro che se si inzuppa quella non la asciughi nemmeno se la metti in forno!

Attenzione quindi alla scelta della ditta a cui vuoi far ristrutturare casa!

Se vuoi essere sicuro di avere un lavoro eseguito a regola d’arte, come per esempio sul tetto della tua abitazione, non esitare a contattarci.

Puoi lasciarci un messaggio sul form che trovi sulla home page di questo sito o contattarci tramite mail o ai numeri nella sezione contatti, a qualsiasi ora!

“Il vicino di sotto è affogato!” Come rifare il tuo bagno a regola d’arte e senza spreco di soldi (pt.3)

11/10/2018News0

Come promesso, ecco l’ultimo articolo sul rifacimento di un bagno ed ecco, come nei due precedenti, il riferimento al post sulla nostra pagina Facebook

https://www.facebook.com/Ristrutturazione-Sicura-1751103438535880/?fref=ts

E una menzione anche per Instagram

In quest’ultimo articolo non voglio prenderti troppo tempo come forse ho fatto prima, ma sarò più veloce e conciso.

Entriamo quindi subito nel discorso parlando di un altro punto che ti può far risparmiare in termini di tempo e denaro: l’altezza del nuovo rivestimento. Se non ci sono particolari esigenze estetiche, è possibile raggiungere un compromesso e puoi anche qua intascare qualcosina che dedicherai poi ad altre cose inizialmente rimandate.

Visto che siamo in un bagno, non possiamo non spendere due parole anche sulle tubazioni idrauliche.

Le ultime tecnologie consentono di dormire sonni tranquilli per anni perché eliminano ogni probabilità di perdita sotto al pavimento, evitando tutti i rischi di infiltrazione con i relativi problemi che puoi leggere nella parte 2 dell’articolo.

Ti dico subito il lato negativo: il prezzo. È leggermente maggiore. Ma come sai, le sicurezze non sono gratuite. Come dice un grande formatore americano: “Paga quello che costa e piangerai una volta sola”.

Cosa intendeva con questo? Non era un’autorizzazione per la ditta ad alzare i prezzi e una condanna al cliente a dover pagare senza obiezioni. Voleva solo dire che più scendiamo col prezzo, più lo facciamo anche con la qualità e un piccolo risparmio oggi può facilmente portare ad un grande spesa domani, quando dovrai correggere i lavori fatti male.

Concludo la parte idraulica svelandoti un piccolo trucchetto con una storia, che somiglia a moltissime realtà già vissute anche da noi stessi con i nostri clienti.

Per ora il bagno è l’intervento più urgente da eseguire nel tuo appartamento. Vuoi perché è molto vecchio e c’è necessità di sostituire i tubi, vuoi semplicemente perché non ti garba l’estetica. Hai deciso di fare solo questo ma sai che probabilmente tra qualche anno c’è la possibilità di mettere mano all’ intero appartamento. Il bello è proprio qua. È possibile, quando interverrai sul resto dell’appartamento, non fare lavori due volte e soprattutto non mettere minimamente mano al bagno nuovo fatto qualche anno prima.

Ti chiederai cosa c’entra il bagno nuovo con l’appartamento e perché mai si dovrebbero fare lavori due volte.

Ti rispondo dicendoti che la parte in comune riguarda l’impianto idraulico e il non fare i lavori due volte sta nel scegliere il giusto punto in cui raccordarlo. Pensa…hai il tuo bagno appena rifatto e, quando intervieni sul resto della casa, il muratore prende mazzetta e scalpello e toglie una/due piastrelle nel bagno….ti verrebbe voglia di ammazzarlo, no? A me sì.

Mi sono voluto dilungare un po’ sull’argomento bagno perché chiunque può pensare “mah si cosa vuoi che sia… cosa vuoi che ci voglia per fare un bagno… il mio poi è 2×2! È un attimo!” Io stesso ti ho detto nel primo articolo che non è tra gli interventi più complicati in edilizia. Ci sono però dettagli che ti salvano il portafogli e ti permettono di non mangiarti il fegato! E, a parere mio, il dettaglio fa la differenza.

Quindi concludo con un ultimo, anch’esso rivolto al futuro.

È andato tutto bene. Hai il tuo bagno nuovo, col piatto posato nel modo corretto, la zona box impermeabilizzata, l’impianto fatto a regola d’arte, niente è fuori posto. Come diciamo dalle mie parti…sei a cavallo! Inizi felice a sfruttare il tuo meritato investimento.

Passano i giorni, i mesi.

Fino a quando una sera, mentre vai a letto, ti sdrai e ti cade l’occhio sulla parete confinante col bagno…è macchiata!!

Panico.

Eppure pensavi di aver fatto tutto nel modo giusto… cosa c’è che non va?

Te lo dico subito: il miscelatore della doccia. Sconsigliata l’installazione di uno ad incasso (foto sotto a sinistra, a destra invece esempio di uno esterno). Anche se l’idraulico è stato in gamba, ti è capitato proprio quello col difetto di fabbrica e adesso devi chiamare ancora il muratore. Se invece la scelta fosse ricaduta su uno esterno, il problema era presto risolto: in pochi minuti sarebbe stato sostituito, inoltre nel tempo non si sarebbe macchiato l’intonaco nell’altra stanza e quindi non avresti sprecato tempo e soldi per sistemarlo. Ma non tutti fanno caso a questa cosa…

Potrei proseguire ancora il discorso bagno ma preferisco non annoiarti troppo e fermarmi qua. Ora sei a conoscenza di qualche dettaglio in più che spero possa aiutarti. Tuttavia, se non sono stato chiaro in qualche passaggio e vuoi saperne di più, compila subito il nostro form; abbiamo uno spazio apposta dedicato alle domande che vuoi farci. Lo trovi sempre qua sul nostro sito nella sezione home. Se preferisci, invece, puoi anche inviarci una mail a info@ristrutturazione-sicura.com

Lo so, è lunghissimo da digitare. Te l’ho scritto così puoi copia-incollarlo.

Se invece preferisci contattarci a voce, chiamaci direttamente ai numeri che trovi nella sezione contatti.

“Il vicino di sotto è affogato!” come rifare il tuo bagno a regola d’arte e senza spreco di soldi (pt.2)

11/10/2018News0

 

Nella prima parte dell’articolo avevamo introdotto il discorso rifacimento bagni come risposta al post che trovi sulla nostra pagina Facebook

https://www.facebook.com/Ristrutturazione-Sicura-1751103438535880/?fref=ts

Oppure tramite Instagram

Comunque stavamo parlando di piatti doccia, dicendo che la scelta ultimamente ricade più spesso su questi anziché sulle vasche per una questione di praticità e abbiamo detto che quelli in resina sono i più gettonati. Per quanto riguarda i piatti “vecchio stile”,

invece, è comunque ancora possibile trovarli in commercio, sono leggermente meno costosi e, a causa del materiale che li compone (la ceramica), devono essere posati seguendo tutt’altre tecniche rispetto a quelli in resina. Questo è un dettaglio molto importante perché, se la tua ditta sbaglia la posa del piatto, nella migliore delle ipotesi sentirai rimbombare l’acqua quando cade. Hai presente quando picchietti con le nocche contro una superficie che ha dietro uno spazio vuoto? Ecco: si sente rimbombare. Calcola che ogni goccia d’acqua è una nocca che picchietta sul piatto. Abbastanza fastidioso non credi? Non te la voglio fare più grande di quanto sia, è solamente un difetto superficiale…estetico possiamo dire. Tanto per renderti l’idea. Non ti serviranno insomma i tappi per le orecchie quando farai la doccia. Però, dato che è un difetto evitabile, perché trascurarlo?

Nell’ipotesi peggiore invece, il problema si fa serio perché c’è il rischio effettivo di una perdita d’acqua. Il piatto in ceramica, se posato male, può crepare. E il gioco è fatto. Se abiti ad un piano rialzato, nel giro di poco tempo l’acqua si infiltrerà sempre più in profondità fino a raggiungere il soffitto del tuo vicino di sotto e a macchiare l’intonaco. Non sto nemmeno a dilungarmi nel dirti le conseguenze. Se invece abiti al piano terra (senza cantina o comunque rischi simili al precedente), nessuno noterà la perdita e forse è ancora peggio perché non ci saranno immediati campanelli d’allarme come il soffitto macchiato. Avrai quindi un massetto con umidità sempre in espansione. Come sai, l’umidità non è amica delle case e negli anni non porta mai cose buone. Addirittura, se hai un pavimento in legno (anche nelle stanze vicine), col tempo si potrebbe sollevare a causa dell’umidità condotta dal massetto bagnato.

Già che stiamo parlando di intonaci umidi e che si scrostano, ti faccio anche notare l’importanza dell’impermeabilizzazione nell’ambito del box doccia per evitare l’infiltrazione di…indovina…umidità! In questo caso un lavoro eseguito male non coinvolge vicini di casa (a meno che il tuo bagno confini con una stanza di un altro appartamento), ma comunque ti troverai a dove rifare l’intonaco della stanza dietro al bagno.

–>retro di un box doccia non impermeabilizzato

Leggi l’articolo, che trovi sempre qua sul nostro blog, sulle crepe nei pavimenti nuovi. È elencato in pochi punti cosa significa intervenire a distanza di poco tempo su un lavoro appena eseguito. Sono sicuro che anche tu pensi che non vale la pena di correre il rischio.

Per concludere il discorso doccia, infine, ti parlo della stuccatura tra piatto e pavimento. Il discorso è simile a quello appena fatto sopra: una stuccatura scorretta può essere causa di un problema puramente estetico quanto di uno di infiltrazione. Se ti va bene, dovrai solo raccogliere i pezzetti di stucco che, con le micro vibrazioni date dal peso della persona che entra nella doccia, si staccheranno e lasceranno una fastidiosa e antiestetica fessura vuota. Se invece ti va male, ti rimando alla parte dove parlo dell’umidità. Per quanto riguarda le vibrazioni, ad un occhio inesperto può sembrare una cosa inverosimile o esagerata, ma nel nostro settore dobbiamo sempre tenere conto della continuità negli anni di ogni fattore che incide sul nostro lavoro. Ti assicuro che, nel caso del discorso che stiamo facendo, una piccola vibrazione oggi, una domani e una dopodomani per anni influiscono sullo stucco e possono farlo staccare.

Per questo insisto sempre sull’importanza delle garanzie che le ditte forniscono.

Concludo qua questa seconda parte. Finiremo il discorso a breve nell’ultimo articolo che potrai trovare sempre qui sul nostro blog.

Se hai qualche dubbio o vuoi chiarimenti su questo argomento o su qualunque altro, subito dopo aver chiuso l’articolo clicca sulla sezione home, scorri fino in fondo alla pagina e compila il form. Risponderemo alla tua domanda entro 24 ore. Altrimenti, nella sezione contatti, troverai mail e numeri di telefono. Chiamaci pure all’orario che preferisci. Siamo sempre attivi!

“Il vicino di sotto è affogato” Come rifare il tuo bagno a regola d’arte e senza spreco di soldi (pt.1)

11/10/2018News0

Come ti ho accennato sulla nostra pagina Facebook

https://www.facebook.com/pg/Ristrutturazione-Sicura-1751103438535880/posts/?ref=page_internal

E Instagram,

il rifacimento di un bagno non è uno tra gli interventi più complicati nel mondo dell’edilizia (e nemmeno tra i più costosi), ma richiede comunque degli accorgimenti che possono agevolare molto le cose evitando di sprecare tempo e soldi. Senza ombra di dubbio due punti fondamentali che stai cercando nella scelta dell’impresa a cui affidarti. Oltre che, ovviamente, alla qualità dei lavori eseguiti: se tra un paio d’anni dovessi ancora mettere le mani al bagno nuovo appena rifatto sono sicuro che il tuo umore non sarà dei migliori per un bel po’.

Ci sono diversi punti da sviluppare su questo argomento che possono apportare benefici duraturi nel tempo ma anche economici immediati. In altre parole, per almeno 30 anni, se il bagno è fatto bene, è possibile non pensarci più se non per la normale pulizia quotidiana.

Partiamo quindi dall’inizio: la fine.

Lo so che posso sembrare pazzo, il fatto è che per iniziare i lavori è meglio sapere fin da subito il tipo di piastrella che si andrà a posare a pavimento (per il rivestimento in realtà non è così necessaria la cosa). Ok, le demolizioni possono essere fatte senza questa urgenza (è consigliabile comunque prepararsi tutto fin da subito anche per una questione di tempi di consegna dei materiali) ma, prima di iniziare a lavorare sul rifacimento dei massetti (ovvero i supporti sul quale verrà posato il pavimento), è cosa buona e giusta, da parte della ditta, fornire dei campioni e, da parte tua, fare una scelta in modo che si possa avere lo spessore esatto della piastrella preferita e che si possano quindi lasciare gli spazi corretti per non avere sorprese quando arriva il momento della posa.

Per sorprese intendo:

  • aver lasciato poco spazio: sono sufficienti anche solo due millimetri in meno per trovarsi a dover levigare o martellare perché “la piastrella non ci sta”. Con conseguente perdita di tempo per il lavoratore che, riportata su di te, si trasforma in perdita di soldi. Come potevi immaginare.

  • aver lasciato troppo spazio. Qua niente da levigare. Ma lo spazio lasciato andrà colmato con la colla per le piastrelle sempre per portarsi al livello del pavimento esterno. Per darti un’idea, per un buon massetto premiscelato siamo sui 6/7€ al sacco mentre per una buona colla universale sui 24/25€. A te i calcoli.

NB: un’errata interpretazione delle due sezioni può portare a pensare che sia sufficiente tenere il massetto a livello con quello esterno, ma non è così perché lo spessore della piastrella esterna vecchia sarà sicuramente diverso da quello della nuova da posare.

 

Questo non è solo un dettaglio tecnico che la tua ditta dovrebbe conoscere. È necessario tenerlo in considerazione anche dal punto di vista organizzativo perché, come ti ho accennato prima, potrebbe capitare che il rivenditore non abbia in casa tutto il materiale necessario per la tua fornitura e debba a sua volta ordinarlo. Purtroppo, con questi tempi di crisi, i magazzini tengono pochissimo materiale ed è possibile che ci voglia un po’ per avere quello di cui hai bisogno. Il problema è facilmente risolto dal momento in cui si ordina anticipatamente tutto, in modo che quando si iniziano i lavori sia tutto pronto e non ci siano inutili e fastidiosi tempi morti dati solamente dall’attesa dei materiali. Non è raro infatti il caso in cui, nell’appartamento dove si deve intervenire, sia presente un solo bagno. Pur prendendo tutti gli accorgimenti necessari per lasciarlo agibile durante la notte nel migliore dei modi, rimane comunque una scomodissima situazione precaria. Oltre che, magari, un tantino pericolosa ad esempio se un bambino deve raggiungere il wc camminando in un ambiente in fase di ristrutturazione. Quindi, per evitare tutto ciò, se ci prepariamo le tue piastrelle fin da subito, riduciamo al minimo i tempi morti. Non dimentichiamo anche la parte economica, come puoi vedere dalle due sezioni, in cui puoi andare a risparmiare se la tua ditta è attenta al dettaglio. In caso contrario, si fa in fretta a buttare qualche centinaio di € che potresti investire (o anche semplicemente mettere da parte) per altre cose che avevi dovuto rimandare in favore del tuo bagno.

 

Detto ciò, procediamo quindi con le demolizioni. Potremmo aprire un capitolo a parte per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, ma entreremmo in un argomento che tratterò in un altro momento.

Ti parlerò quindi in primo luogo della scelta del piatto doccia, molto più gettonata rispetto alla vasca per una questione di praticità. Ultimamente si usano spesso i piatti in resina, più sottili, leggeri e con linee più moderne. Chi posa deve però utilizzare la giusta tecnica in modo che il piatto, a seconda del materiale di cui è costituito, non si rompa o si incolli nel modo giusto al suo supporto. È facilmente deducibile che un piatto doccia rotto è la causa di una notevole perdita di acqua. Ti dò un numero massimo di 10 docce prima di trovarti il vicino del piano di sotto in stile iena che si lamenta di una macchia sul suo soffitto. Glielo spieghi tu che hai voluto risparmiare sulla scelta della ditta?

Per ora mi fermo a questa breve introduzione; ti darò più informazioni in particolare sul piatto doccia, ma anche su altri punti salienti, nel prossimo articolo.

Se sei interessato al rifacimento del tuo bagno, qua hai una breve infarinatura dei dettagli da non sottovalutare.  Non esitare a richiedere maggiori informazioni compilando il form che trovi sulla home del nostro sito, a contattarci via mail o direttamente ai numeri che trovi nella sezione contatti.

A breve la seconda parte dell’articolo.

“Ah….hai avuto i muratori…” Perché la maggior parte delle imprese è ben vista solo quando se ne va

26/07/2017News0

“Hai avuto i muratori” …sembra una malattia, una piaga d’Egitto. In effetti, se negli anni la voce che ha iniziato a circolare è questa, un motivo ci dev’essere. C’è un detto che dice che i muratori sono ben visti solo due volte: quando arrivano e quando se ne vanno. Nel primo caso quando FINALMENTE arrivano, dati i lunghi tempi d’attesa, e nel secondo quando se ne vanno perché il cliente non ne può più di polvere e sporco in giro per casa.

Ti voglio quindi riportare un esempio di un’opera la cui lavorazione richiede una buona quantità di “sporco”, ma in cui il cliente è rimasto soddisfatto. Con tanto di aggravante 1 data dal tipo di finitura e aggravante 2 data dalla presenza di mattoni faccia a vista subito intorno: un rappezzo di intonaco strollato.

Puoi trovare anche un post sulla nostra pagina Facebook  https://www.facebook.com/pg/Ristrutturazione-Sicura-1751103438535880/videos/?ref=page_internal

E Instagram : Ristrutturazione Sicura

 

Ti riporto comunque una foto di una fase della lavorazione in modo che tu possa capire bene di cosa stiamo parlando

 

 

Ci troviamo sulle prime colline piacentine. Ci è stata richiesta la chiusura del vano tra i due pilastri in mattoni, come vedi in foto, in modo da eliminare un passaggio inutilizzato e da creare una nuova superficie d’appoggio, ad esempio per dei fiori. Ovviamente lo stile da seguire in termini di intonaco è quello del resto della casa: lo strollato.

Già se fosse “normale”, la realizzazione dell’intonaco è un lavoro abbastanza imbrattante. In particolare poi, questo tipo di finitura è realizzata con un apposito attrezzo che lancia letteralmente la malta sul fondo preparato in precedenza, rischiando di andare a sporcare ogni cosa si trovi subito vicino. Come ti ho accennato prima, in questo caso abbiamo anche dei mattoni faccia a vista e un pavimento in pietra da salvare. Per la pietra non ci sono grossi problemi, ma il mattone è più delicato perché assorbe in fretta quello con cui entra in contatto (nel nostro caso la malta) e, più si aspetta a pulire, più l’operazione sarà difficile, col rischio anche che rimanga macchiato. E con la conseguenza che tu maledica l’impresa e il giorno in cui ti è venuto in mente di fare questa modifica.

Non sarebbe per niente un bello spettacolo nella tua villetta un pilastro in mattoni rossi costellato da tante macchie indelebili bianche. Anche se il lavoro fosse eseguito a regola d’arte, tutto il suo valore sarebbe perso dal momento in cui l’ambiente circostante non viene rispettato e non viene lasciato nella situazione in cui è stato trovato.

Soprattutto al giorno d’oggi in cui ci sono in commercio molti prodotti chimici, è difficile eliminare alcuni tipi di macchie accidentali perché entrano in profondità nei pori del supporto su cui sono applicati i relativi prodotti. Non tutti però sono attenti a queste cose, per alcuni basta fare il lavoro e andare.

Proteggere le zone su cui non vanno applicate modifiche purtroppo non è per tutti la prima cosa da fare prima di iniziare i lavori. Eppure ci vorrebbe davvero pochissimo tempo. Anzi, ci vuole molto meno tempo per coprire le zone di passaggio piuttosto che per pulirle per bene una volta terminato. Ah già, dimenticavo. Alcuni non puliscono nemmeno…

Per te questo sfocia in due opzioni:

  1. Nel caso in cui non si coprano subito i punti di passaggio, l’impresa dovrà perdere un sacco di tempo alla fine per la pulizia. Come sai, perdita di tempo=perdita di denaro per te;
  2. Nel caso in cui l’impresa non si occupi nemmeno della normale pulizia (normale per me significa darti la casa nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata), olio di gomito! Dovrai girare per i magazzini edili alla ricerca del giusto smacchiatore per la specifica superficie da trattare. E attenzione! C’è il rischio che, col prodotto sbagliato, la macchia si espanda o la superficie venga corrosa… cose da mani nei capelli!

Quando invece bastavano pochi minuti all’inizio…

Se devi fare una modifica a parte della tua abitazione e vuoi avere la certezza di trovare la tua casa nelle condizioni in cui ce l’hai consegnata senza perdere tempo tu stesso a lavoro finito, non esitare a contattarci. Troverai nella sezione contatti mail e numeri di telefono, a seconda del modo che preferisci. Siamo sempre attivi!

“Il segreto per evitare la formazione di crepe nel tuo pavimento nuovo”

26/07/2017News0

Ti parlo qui di seguito del problema sollevato nel post della nostra pagina Facebook   https://www.facebook.com/pg/Ristrutturazione-Sicura-1751103438535880/videos/?ref=page_internal

E Instagram : Ristrutturazione Sicura

Il punto della questione è che vuoi demolire una parete per unire due stanze separate oppure anche fare modifiche all’impianto idraulico ed elettrico dovendo creare nuovi passaggi nel massetto di sottofondo (la parte su cui verrà incollato il pavimento).

 

 

(intervento di modifica di un bagno eseguito in appartamento a Piacenza)

 

Dato che, come ti ho già svelato altre volte, in edilizia si deve operare in funzione del lavoro finito, lavorando sul massetto voglio evitare di avere problemi nel pavimento nuovo che andrò ad incollarci sopra. Questa è un’operazione più facile a dirsi che a farsi, più che altro per quanto riguarda il ripristino del taglio o canale, perché ci sono molte possibilità che tu ti imbatta in una ditta inesperta che “copre e va”. Il punto è che in edilizia il “copre e va”, se vuoi fare le cose come vanno fatte, non è proprio il massimo della libidine. In questo caso specifico, nel giro di qualche anno ti posso assicurare che, se questo rappezzo non viene eseguito a regola d’arte, il tuo pavimento nuovo avrà una bella crepa che lo solca da cima a fondo.

Non oso immaginare le conseguenze. O meglio, essendo nel settore io le immagino, ma tu che non lo sei forse non hai ben chiaro cosa questo comporti. Per darti un’idea ti elenco qualche punto veloce:

  • Dovrai innanzitutto sperare che la ditta che ha eseguito i lavori sia ancora reperibile. Non sono rari i casi in cui ditte improvvisate siano fallite e non siano più contattabili negando qualsiasi tipo di assistenza post-ristrutturazione.

Poniamo il caso in cui tu sia fortunato e riesca a contattarli e fissare l’inizio dei lavori:

  • Dovrai liberare da mobili e arredamenti la parte dell’appartamento interessata;
  • Dovrai avere per almeno una settimana la casa imbrattata di teli, polvere e attrezzi, con tutti i fastidi correlati sia per te che per i tuoi vicini che si lamenteranno un’altra volta per il rumore;
  • Dovrai sperare che almeno stavolta il lavoro sia eseguito a regola d’arte e che la ditta ti abbia precedentemente fornito delle garanzie per non farti pagare una seconda volta a distanza di pochissimo tempo (in edilizia 2/3 anni sono pochissimo tempo, è come dire l’altro ieri). In caso contrario, dovrai appunto sborsare nuovamente di tasca tua una cifra abbastanza consistente e rinunciare a quello che ti eri programmato di fare;
  • Se ti va bene, il colore sui muri non si sarà sporcato o rovinato con la polvere o con urti accidentali e non dovrai rivolgerti anche a un imbianchino. Se ti va male, invece, c’è anche questa voce da mettere in conto: sblocca schermo, rubrica, e via che si riparte!

Ora hai anche tu un’idea del fastidio a cui andrai incontro, per non parlare della spesa e dei rapporti con i vicini di casa che dovranno sorbirsi un’altra bella settimana di confusione e di polvere. Se poi tu fossi in un condominio, si salvi chi può! Io ci ho vissuto per due anni e, sentendo i miei conoscenti, penso di essere stato uno dei pochi ad aver trovato vicini cordiali e disponibili.

Come ti ho detto in precedenza, questo problema si solleva dal momento in cui abbiamo un riscaldamento a pavimento

 

 

(realizzazione massetto premiscelato con impianto di riscaldamento a pavimento)

 

che provoca aumenti e contrazioni di volume nel massetto di sottofondo a causa del riscaldamento e raffreddamento dei tubi. L’impianto a pavimento è una grandissima e comodissima invenzione e porta a un notevole risparmio sulla bolletta, ma bisogna applicarla con tutte le dovute precauzioni sia per quanto riguarda il riscaldamento in sé che per quanto riguarda appunto il massetto in cui è affogato. Nel caso dei tubi, se non disposti correttamente, non hanno la potenza necessaria per fornire un buon riscaldamento, mentre il massetto può portare instabilità al pavimento che verrà incollato.

È quindi fondamentale conoscere la tecnica corretta per la posa di entrambi!

Se devi fare un intervento di questo genere a casa tua, ti ho dato qualche indicazione per sapere a cosa puoi andare incontro.

Se vuoi maggiori informazioni o ti serve una consulenza (GRATUITA), non esitare a lasciarci un messaggio sul form che trovi sulla home page, a contattarci via mail o anche direttamente ai numeri che trovi nella sezione contatti all’orario che preferisci. Siamo sempre attivi!